Dolore sotto il piede: cause e cosa fare

Studio Salute Salernus • 18 gennaio 2023

Dolore sotto il piede: cause e cosa fare

Il dolore sotto il piede è un sintomo comune a diverse patologie. Le più comuni sono la fascite plantare, la metatarsalgia ed il neuroma di Morton. Andiamo ad analizzare queste tre patologie per capirne le differenze.

Dolore sotto il piede: la fascite plantare

La fascite plantare è una infiammazione della fascia plantare. In realtà la definizione fascite plantare è sbagliata: questa patologia consiste in una degenerazione da sovraccarico della fascia plantare che ad un esame ecografico appare spesso ispessita. La definizione corretta sarebbe fasciosi plantare.

La fascia plantare, chiamata anche aponeurosi plantare, origina dalla porzione finale del calcagno e si inserisce sulle cinque teste metatarsali. Svolge un ruolo di primaria importanza nella trasmissione del peso corporeo durante le fasi della deambulazione.

Il dolore è più frequentemente localizzato al centro del tallone, e per questo viene chiamata in gergo tallonite. In alcuni casi il dolore si estende o è localizzato lungo l’arcata plantare.

Le cause della fascite plantare sono numerose:

  • attività sportive come la corsa, il calcio e la danza che sollecitano molto la fascia plantare
  • attività lavorative che costringono a stare in piedi per molte ore
  • un piede eccessivamente cavo o piatto
  • una calzatura troppo bassa (infradito, ballerine etc.) o troppo dura
  • il sovrappeso
  • l’età: è un problema più frequente dopo i 40 anni poiché con l’avanzare dell’età si assottiglia il cuscinetto adiposo plantare, un cuscinetto adiposo posto sotto al calcagno, la cui funzione è quella di assorbire i microtraumi a cui il piede è sottoposto
  • infine chi ha una tendinopatia Achillea può sviluppare una fascite plantare e viceversa poiché queste due strutture sono anatomicamente in continuità una con l’altra.

La diagnosi della fascite plantare viene effettuata attraverso l’anamnesi e l’esame obiettivo: il dolore è riferito più frequentemente al centro del tallone, è più acuto la mattina o dopo un riposo prolungato e migliora dopo i primi passi, peggiora dopo un’attività sportiva; una digitopressione della fascia plantare evoca dolore e permette di apprezzare la rigidità della fascia stessa. L’ecografia è l’esame diagnostico più indicato poiché ci permette di valutare lo stato della fascia plantare, un eventuale ispessimento di essa (fasciosi plantare) e la presenza di calcificazioni. La radiografia, oltre ad evidenziare la presenza o meno di una spina calcaneare, può essere utile per una valutazione più accurata dell’arco plantare e della postura del piede

Come curare la fascite plantare? In fase acuta nei pazienti molto infiammati e molto dolenti alla digitopressione, trovano indicazione sedute di fisioterapia con crioultrasuoni e laserterapia ad alta potenza per ridurre la sintomatologia dolorosa, sedute di massoterapia decontratturante dei muscoli del polpaccio.

Il trattamento per eccellenza della fascite planatre è rappresentato dalle onde d’urto focali e radiali. Il meccanismo d’azione dell’onda d’urto è l’angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni.

Dolore sotto il piede: la metatarsalgia

Con il termine metatarsalgia (algia dei metatarsi) si indica una patologia dolorosa dell’avampiede causata da un appoggio scorretto del piede al suolo con conseguente distribuzione irregolare del peso corporeo. Il dolore è localizzato a livello di una o più teste metatarsali. Qui è possibile la formazione di calli, ovvero dei fastidiosi ispessimenti della pelle.

La diagnosi di metatarsalgia viene fatta con l’anamnesi, ovvero il racconto da parte del paziente della sintomatologia dolorosa, e l’esame obiettivo con la digitopressione sulla faccia inferiore delle teste metatarsi per evocare il dolore e la rilevazione della presenza di calli.

Come curare la metatarsarlgia? Per curare la metatarsalgia si effettuano sedute di crioultrasuoni e laserterapia ad alta potenza che hanno effetto analgesico ed antinfiammatorio. È importante correggere lo squilibrio posturale che ha portato al sovraccarico sulle teste metatarsali onde evitare che la sintomatologia dolorosa possa ripresentarsi in futuro.

Nelle metatarsalgie più ostiche, quando il trattamento con ultrasuoni a freddo e laserterapia ad alta potenza non risolvono completamente la patologia, è necessario ricorrere alle onde d’urto focali. Inoltre è possibile veicolare farmaci antinfiammatori direttamente sulla testa metatarsale attraverso l’elettroporazione.


Dolore sotto il piede: il neuroma di Morton

Il neuroma di Morton è una patologia che riguarda il III nervo interdigitale comune, un nervo esclusivamente sensitivo, e che provoca dolore sotto il piede. Il neuroma di Morton consiste in un ispessimento del nevo interdigitale dovuto ad una fibrosi perineurale causata da microtraumi compressivi tra il nervo e le ossa metatarsali. La fibrosi perineurale può colpire qualsiasi nervo interdigitale ma quasi sempre riguarda quello fra il terzo e il quarto metatarso poichè questo spazio metatarsale è minore rispetto agli altri.

Il neuroma di Morton provoca dolore nevralgico di notevole intensità, bruciore, la sensazione di una scossa elettrica che si irradia verso le dita. Il paziente ha la necessità di togliersi le scarpe.

La diagnosi del neuroma di Morton avviene attraverso l’anamnesi, con la descrizione da parte del paziente della sintomatologia dolorosa e l’esame obiettivo: il test più utilizzato è il segno di Mulder. Si esegue avvolgendo i metatarsi con una mano e comprimendo mentre con il dito indice dell’altra mano si effettua una pressione nello spazio interdigitale: in caso di test positivo si avvertirà un clic doloroso. Un esame ecografico o la risonanza magnetica possono confermare la presenza del neuroma di Morton.

Come si cura il neuroma di Morton? È possibile sottoporre il paziente a sedute di laserterapia ad alta potenza per ridurre l’infiammazione e la sintomatologia dolorosa. In caso di insuccesso della fisioterapia bisogna ricorrere alle infiltrazioni di cortisone. L’elettroporazione con cortisone può essere una valida alternativa all’infiltrazione con ago. Al persistere della sintomatologia è necessario ricorrere alla chirurgia.

Ricapitolando, la causa del dolore sotto il piede può dipendere da diverse patologie:

  • quando il dolore è localizzato sotto il tallone e/o sull’arco plantare probabilmente è causato da una fascite plantare;
  • quando il dolore è localizzato sull’avampiede e più precisamente a livello di una o più teste metatarsali siamo di fronte ad una metatarsalgia;
  • quando il dolore all’avampiede è associato ad una sensazione di bruciore, di scossa elettrica, a formicolio o intorpidimento della punta del piede è probabile che siamo di fronte ad una Neuroma di Morton

Condividi

I miei articoli

La Dottoressa Irene Innone durante una consulenza professionale, mentre esamina la documentazione
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 15 ottobre 2026
La valutazione clinica integrata è il primo passo per un trattamento personalizzato. Scopri come anamnesi, esame clinico e strumenti di supporto aiutano la Dottoressa Irene Innone a definire percorsi terapeutici mirati al benessere del paziente.
Illustrazione della diastasi addominale con confronto tra addome normale e separazione dei muscoli r
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 15 ottobre 2026
Scopri cos’è la diastasi addominale dopo la gravidanza, quali sono i sintomi da riconoscere e perché è importante una valutazione personalizzata per ritrovare funzionalità e benessere.
Copertina della pubblicazione scientifica del 2026 sulla rivista Biomedicines, intitolata “Lipedema
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 15 ottobre 2026
Scopri le recenti evidenze scientifiche del 2026 sulla possibile correlazione tra lipedema ed endometriosi. Approfondiamo i meccanismi ormonali, infiammatori e neurologici condivisi e l’importanza di un approccio multidisciplinare alla salute femminile.
Lipedema: confronto prima e dopo sulle gambe
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 28 settembre 2026
Scopri risultati, rischi di lassità cutanea e ruolo della fisioterapia dermatofunzionale nel percorso di dimagrimento con semaglutide e tirzepatide.
Donne praticano la camminata metabolica all’aperto per favorire il benessere e la circolazione delle
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 28 settembre 2026
Scopri perché la camminata metabolica può essere utile nel lipedema e nel linfedema: benefici sul drenaggio linfatico, ritorno venoso, edema e mobilità.
Bolla adiposa malleolare della caviglia
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 7 settembre 2026
Scopri cos’è la bolla adiposa malleolare, perché può comparire nella zona della caviglia e quali trattamenti possono aiutare a migliorare l’aspetto e il benessere delle gambe.
Trattamento di fisioterapia dermatofunzionale, riparativa e rigenerativa
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 7 settembre 2026
Scopri la fisioterapia dermatofunzionale, riparativa e rigenerativa: trattamenti personalizzati per migliorare la salute, l'aspetto e il benessere della pelle e del corpo.
Il lipedema può provocare una deviazione a X delle gambe (ginocchio valgo) a causa dell'accumulo di
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 30 giugno 2026
Il lipedema può provocare una deviazione a X delle gambe (ginocchio valgo) a causa dell'accumulo di grasso all'interno del ginocchio. Questo disallineamento altera la postura e sovraccarica i legamenti, rendendo necessaria una gestione mirata del peso e della biomeccanica. Vuoi saperne di più? Info 089 2961958
Questa recente ricerca apre nuove prospettive nella diagnosi del lipedema, evidenziando differenze b
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 12 maggio 2026
Questa recente ricerca apre nuove prospettive nella diagnosi del lipedema, evidenziando differenze biologiche tra il tessuto adiposo lipedematoso e quello dell’obesità comune. Lo studio ha analizzato 79 pazienti valutando il profilo di diverse adipocitochine, sostanze prodotte dal tessuto adiposo coinvolte nei processi
La disbiosiintestinale e la diastasiaddominale sono strettamente correlate, poiché l'aumento di ga
Autore: Dott.ssa Irene Iannone • 21 aprile 2026
La #disbiosiintestinale e la #diastasiaddominale sono strettamente correlate, poiché l'aumento di gas e il gonfiore derivanti da uno squilibrio del microbiota (disbiosi) aumentano la pressione intra-addominale, stressando e divaricando ulteriormente i muscoli retti già separati (diastasi). Questo crea un circolo vizios
Altri post